Queste opere nascono da cur_AZIONI, mostra che ho realizzato all'interno di "Tutta colpa della luna", festival per donne a Cecina, a partire dal laboratorio cur_AZIONI LAB condotto da Elisabetta Donà al Teatro De Filippo.
Durante il laboratorio il corpo è stato protagonista, attraverso esercizi di yoga, danza e movimento libero. Io ho partecipato come osservatrice esterna, documentando con la macchina fotografica momenti in cui persone sconosciute tra loro si sono abbracciate, affidate, sostenute a vicenda.
Essere presente in quello spazio mi ha mostrato quanto, nella vita quotidiana, restiamo spesso chiusi in armature fatte di stereotipi e aspettative sociali, incapaci di ascoltare davvero l'altro. In questo laboratorio ho visto quelle armature allentarsi: persone capaci di accordarsi, sostenersi, fidarsi. Il mio lavoro è stato rendere visibile questa trama di relazioni, fatta di ascolto, fiducia e presenza reciproca, che normalmente resta invisibile.
Da questa esperienza è nato un corpo di lavoro - Io siamo noi, manifesTIAMO, Costellazioni e Mirabilia - che è stato esposto nella mostra personale Cur_Azioni presso il CEC (Centro espositivo Comunale di Cecina).
Io siamo noi
È un'opera-specchio che riflette chi la osserva, restituendo un'immagine che si sdoppia tra l'io e il noi. Lo specchio non è più solo uno strumento per vedersi, ma un invito a riconoscersi nella rete di connessioni che abitiamo.
Nella fotografia di grande formato, tante mani unite compongono un'unica immagine, costruita assemblando fogli separati: un mosaico visivo che è metafora di un sistema in cui ogni elemento contribuisce alla totalità. È nell'incontro con l'altro che prendiamo forma.
È un'opera-specchio che riflette chi la osserva, restituendo un'immagine che si sdoppia tra l'io e il noi. Lo specchio non è più solo uno strumento per vedersi, ma un invito a riconoscersi nella rete di connessioni che abitiamo.
Nella fotografia di grande formato, tante mani unite compongono un'unica immagine, costruita assemblando fogli separati: un mosaico visivo che è metafora di un sistema in cui ogni elemento contribuisce alla totalità. È nell'incontro con l'altro che prendiamo forma.
Io siamo noi, 2025 — specchio e sabbiatura, 56×45 cm
Io siamo noi, 2025 — mosaico di stampe su carta, 252×168 cm
Io siamo noi, 2025 — mosaico di stampe su carta, 252×168 cm
manifesTIAMO
Sulla parete principale della mostra, questa installazione trasforma lo spazio in un luogo di manifestazione intima e collettiva. Una costellazione di cartelli di cartone scritti a mano riporta parole emerse durante il laboratorio, frasi che attraversano il confine tra pubblico e privato, tra dichiarazione politica e confidenza sussurrata: "Abbracciami come se non mi conoscessi", "Senza armatura siamo più belli". Ogni messaggio è un gesto di svelamento, un invito alla vulnerabilità condivisa. La materialità grezza del cartone e la spontaneità della scrittura a mano rendono visibile ciò che spesso resta sommerso: il bisogno di connessione e di riconoscimento. Il fragile si fa forza, il personale diventa politico.
Sulla parete principale della mostra, questa installazione trasforma lo spazio in un luogo di manifestazione intima e collettiva. Una costellazione di cartelli di cartone scritti a mano riporta parole emerse durante il laboratorio, frasi che attraversano il confine tra pubblico e privato, tra dichiarazione politica e confidenza sussurrata: "Abbracciami come se non mi conoscessi", "Senza armatura siamo più belli". Ogni messaggio è un gesto di svelamento, un invito alla vulnerabilità condivisa. La materialità grezza del cartone e la spontaneità della scrittura a mano rendono visibile ciò che spesso resta sommerso: il bisogno di connessione e di riconoscimento. Il fragile si fa forza, il personale diventa politico.
manifesTIAMO, 2025 — installazione partecipativa ambientale, cartone
Costellazioni
Sono le fotografie scattate durante il laboratorio, in cui ho lasciato che altri elementi entrassero nell'inquadratura e si intrecciassero a ciò che accadeva davanti all'obiettivo. L'incontro tra i corpi non è solo un gesto fisico: è un richiamo a legami che vanno oltre quel gesto, a tutto ciò che ci compone senza essere visibile a occhio nudo.
Sono le fotografie scattate durante il laboratorio, in cui ho lasciato che altri elementi entrassero nell'inquadratura e si intrecciassero a ciò che accadeva davanti all'obiettivo. L'incontro tra i corpi non è solo un gesto fisico: è un richiamo a legami che vanno oltre quel gesto, a tutto ciò che ci compone senza essere visibile a occhio nudo.
Costellazioni, 2025 — stampe fotografiche, dimensioni varie
Mirabilia
Piccole fotografie incorniciate accolgono frammenti del mondo naturale e minuscoli tesori trovati, in dialogo con le immagini del laboratorio: corpo, natura e connessioni si riflettono l'uno nell'altro. È una stanza che invita a immaginare, perché solo immaginando possiamo riconoscerci parte di un tutto. In una società che considera la fragilità una debolezza, qui tutto si capovolge: siamo fragili per natura, effimeri e mutevoli, ed è proprio in questa vulnerabilità che trovo la forza più autentica.
Piccole fotografie incorniciate accolgono frammenti del mondo naturale e minuscoli tesori trovati, in dialogo con le immagini del laboratorio: corpo, natura e connessioni si riflettono l'uno nell'altro. È una stanza che invita a immaginare, perché solo immaginando possiamo riconoscerci parte di un tutto. In una società che considera la fragilità una debolezza, qui tutto si capovolge: siamo fragili per natura, effimeri e mutevoli, ed è proprio in questa vulnerabilità che trovo la forza più autentica.
Mirabilia, 2025 — fotografie e oggetti trovati, 20x20cm