"Fotografie di paesaggi vulcanici dialogano con i libri antichi del padrone di casa, assiduo lettore e appassionato di storia. Natura e cultura si confrontano perché l’artista incentra tutta la sua riflessione sull’incontro, sul confronto che è proprio alla base di questo modulo residenziale pensato da Fulvio Ravagnani."
Per una settimana sono stata ospite nella casa di una persona che non conoscevo, a Catania. Il progetto nasce da questo, entrare nella quotidianità, nella storia e negli oggetti di chi mi ha accolto, e lasciare che quell'incontro guidasse il lavoro, invece di portare un'idea già pronta. La residenza si è conclusa con una mostra, allestita nella stessa casa, con le opere nate durante quella settimana.
A Catania ho trovato due figure materne che la città porta dentro da sempre: Sant'Agata e l'Etna. Una è la madre che protegge e rassicura, la santa che dona vita. L'altra è imprevedibile, dona e toglie, incanta e distrugge. Ho ritrovato lo stesso doppio volto nelle due donne che hanno cresciuto il mio ospite: la madre, divisa tra il lavoro e la cura del figlio, e la nonna, che custodisce e trasmette la tradizione attraverso i gesti di ogni giorno: cucinare, raccontare.Da qui sono nati i lavori della residenza: le minnuzze di Sant'Agata si intrecciano alla storia di famiglia della persona che mi ha ospitato, alle cartoline che uno zio scriveva alla nonna durante i suoi viaggi. Una tovaglia bianca porta i segni di due bruciature, a unire la madre che nella distrazione lascia bruciare il tessuto e la santa a cui il fuoco ha tolto i seni: una mancanza che è anche una forma di presenza. La cenere del vulcano, raccolta in un'urna religiosa, tiene insieme sacro e pagano nello stesso gesto.
Mostra a cura di Balloon Project - Testo di Valentina Lucia Barbagallo e Giuseppe Mendolia Calella.